Aprile 3, 2025

Il terzo tempo

"When the seagulls follow the trawler, it is because they think sardines will be thrown into the sea"

Da 2-0 a 2-2: la Reggiana sperpera un doppio vantaggio e non riesce ad imporsi sulla Sampdoria

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Ancora tanto rammarico per la Reggiana e i suoi tifosi. I Granata riescono a portarsi avanti al 33′ con Portanova, per poi raddoppiare con Gondo all’ora di gioco, tuttavia la Sampdoria accorcia le distanze con Niang. Quest’ultimo viene pure espulso negli istanti seguenti al gol, ma, ciò nonostante, i liguri riescono a a tornare in carreggiata grazie ad un gol di Oudin. Ennesimo passo falso della banda di Viali.

“Mi aspetto una Sampdoria aggressiva” – Le parole di Viali in sala stampa

Viali ha condiviso una notizia particolarmente piacevole in sala stampa, ovvero la convocazione della bandiera Paolo Rozzio, difensore centrale che è stato a lungo alle prese con un grave problema alla caviglia. Quasi sicuramente non figurerà nell’undici iniziale, tuttavia è fondamentale avere recuperato una figura carismatica come il capitano, che indossa questi colori dal 2016. Non si è allungata, invece, la lista degli indisponibili, tuttavia Nahounou – giocatore che si è ritagliato poco spazio finora – in settimana è stato alle prese con una febbre. Il tecnico della Regia, inoltre, è stato chiaro, affermando che vuole che i suoi ragazzi cancellino la brutta prova di Cosenza, ormai – stando alle sue parole – acqua passata. Dall’altra parte, però, c’è una Sampdoria dalle medesime ambizioni dell’undici dello Stadio Giglio, che condivide, tra l’altro, lo stesso numero di punti in graduatoria – 31 -. L’allenatore della compagine che oggi giocherà tra le mura amiche, peraltro, ha definito così l’avversario di questa giornata:“E’ una squadra cambiata tanto nel mercato di gennaio. E’ forte nei nomi, ma ha pur sempre i nostri punti: dobbiamo viverla come uno spareggio”. Ha poi aggiunto:”Mi aspetto una Sampdoria aggressiva” e molto probabilmente così sarà, poiché i liguri vogliono ritrovare un sorriso che manca dall’8 febbraio, data del trionfo ai danni del Modena.

Una squadra che non vince da inizio febbraio – L’analisi dell’avversario

Conosciamo un po’ tutti le difficoltà – non solo legate al rettangolo verde, ma anche economiche – in cui si è imbattuta la Sampdoria, società storica del nostro calcio passata dalla lotta per la salvezza in Serie A al doversi tenere stretta il mantenimento della categoria nel campionato cadetto. Arranca, infatti, in zona play-out, con lo stesso numero di punti dei Granata, che oggi sono chiamati per l’ennesima volta a dare una scossa ad un ambiente che è stufo di assistere a partite giocate con poca personalità, agonismo e intraprendenza. Ad ogni modo, i Blucerchiati hanno alternato tre tecnici sulla panchina di Marassi finora: Pirlo è rimasto in carica fino alla 3° giornata, per poi passare il testimone a Sottil, esonerato dopo una quindicina di partite; oggi il mister dei liguri è Semplici, allenatore con alle spalle anche esperienze in Serie A. Con lui, però, non si è verificato propriamente un cambio di rotta – a dimostrazione che la colpa del disastro della Samp dipende più da fattori “esterni al campo” -, basti pensare che l’ultimo successo di questa formazione è datato 8 febbraio, contro il Modena, come anticipato prima – 3 pareggi e una sconfitta nelle ultime 5 gare, inoltre -. Dal 30 ottobre al 25 gennaio, peraltro, questa compagine non è mai riuscita a conquistare i tre punti, per fare capire quanto sia grave la situazione per il Doria. Bisogna tuttavia ricordare che questa formazione vanta una serie di calciatori davvero interessanti, seppur non sia un organico particolarmente giovane. Nell’ultima gara con il Palermo – in cui ha regnato l’equilibrio -, è partito titolare un solo giocatore nato dopo il 2000: il difensore Veroli, che ha compiuto 22 anni a gennaio. Nel 3-4-3 dell’ex allenatore del Cagliari, tuttavia, sono presenti diversi altri atleti più esperti e dalle qualità indiscusse. In retroguardia spicca il nome di Curto, reduce dalla celebre cavalcata che ha proiettato il Como in massima categoria, mentre nel reparto intermedio quello di Ricci – oltre 170 gettoni in Serie B e un campionato da protagonista in Serie A con lo Spezia -. Per concludere, è quasi inutile ribadire che i liguri davanti dispongono di un attaccante come Coda, che, nonostante l’età, è sempre decisivo: sono 7 le reti da lui timbrate quest’anno. E non bisogna nemmeno sottovalutare l’ex Milan Niang, ingaggiato tra le perplessità dei tifosi poiché era fuori dai radar da un po’ di tempo, ma che ha già trovato la gioia personale due volte.

Le formazioni

Reggiana: Viali deve fare a meno dello squalificato Sampirisi e rispolvera Fiamozzi nel ruolo di terzino destro; dalla parte opposta agisce il solito Libutti. I due centrali sono, come sempre, Meroni e Lucchesi. L’impostazione è affidata a Reinhart, supportato dalla qualità di Ignacchiti e dai guizzi di Sersanti. Il tridente d’attacco è formato da Portanova, Vido e Vergara.

Sampdoria: 3-4-2-1 per la compagine ospite. Cragno in porta, protetto da una retroguardia composta da Curto, Altare e Veroli. Gli esterni a tutta fascia sono Depaoli e Venuti, mentre i due centrocampisti Ricci e Meulensteen. Oudin e Sabilli alle spalle dell’unica punta Niang. Si accomoda dunque inaspettatamente in panchina Coda.

La partita

Il match comincia con il primo possesso che viene gestito dai padroni di casa. Sarebbe bello poter sottolineare, come sempre, la grande cornice di pubblico dello Stadio Giglio, ma purtroppo le restrizioni volute da chi di dovere non ce lo permettono. Il tifo organizzato della Sampdoria, infatti, ha giustamente deciso di disertare la trasferta di Reggio Emilia dopo che la vendita dei biglietti è stata concessa solo ai residenti in Liguria – sono parecchi i tifosi blucerchiati che abitano al di fuori della loro regione d’origine -. Il pubblico di casa, invece, si rende protagonista di una protesta, un po’ per la stessa ragione, in quanto i titoli d’ingresso sono stati venduti solamente a tutti coloro che abitano sotto la provincia della Città del Tricolore – inutile dire che ci sono sostenitori granata sparsi anche nelle province confinanti -. Vista questa folle scelta, che ha negato a chi vive anche solamente un metro al di fuori del territorio reggiano di assistere a questo incontro, i tifosi dell’undici oggi guidato da Viali hanno risposto con uno striscione:”I vostri divieti uccidono il nostro calcio”. Il tutto condito da 15 minuti di silenzio.

Il gioco, ad ogni modo, si interrompe dopo nemmeno un minuto, poiché Cragno accusa un forte dolore in seguito ad uno scontro con Vergara alle porte del lato sinistro dell’area di rigore. Riesce, ad ogni modo, a proseguire la sua partita l’ex portiere del Cagliari. Giusto specificare, inoltre, come il suo intervento fosse, seppur imperfetto, sul pallone: non ci sono assolutamente gli estremi per un penalty, nonostante Vergara sia rimasto per terra. Nei giri di lancette successivi, il match non regala grandi emozioni, con le due compagini più intente a non sbilanciarsi e a preferire la prudenza, senza affondare il colpo. Il primo sussulto è degli ospiti dopo 12 minuti dal calcio d’inizio: Oudin inventa un traversone intrigante, prolungato sul secondo palo, dove c’è Niang, la cui conclusione viene sporcata in corner. Non fatica, ad ogni modo, a liberare l’area di rigore su questo calcio da fermo la banda di Viali. Risponde al minuto 21 la Reggiana, quando Ignacchiti imbecca con un’illuminante verticalizzazione Vido. Quest’ultimo, dopo essersi destreggiato tra un paio di maglie avversarie, scocca il tiro, che subisce una leggera deviazione, ma non è abbastanza per cogliere di sorpresa l’estremo difensore blucerchiato, il quale riesce a fare sua la sfera in due tempi. La prima occasione da gol della partita, però, se la creano i ragazzi di Semplici al 25′. Sibilli riesce ad avere la meglio – anche se forse in maniera irregolare – su Sersanti sul binario di destra, poi trasmette per Depaoli, il quale apparecchia la tavola per il mancino raffinato di Oudin. Bardi si fa trovare pronto e dice di no con una grande respinta; Venuti tenta la ribattuta, ma Fiamozzi scherma in scivolata. Ne scaturisce un corner, ma anche stavolta niente da fare per la Samp. Al minuto 33 i Granata tornano finalmente a presidiare la porta avversaria: Vergara, servito dal nominato in precedenza Sersanti, dipinge un traversone splendido, con cui pesca sul secondo palo Portanova, che, da due passi, stappa la partita! Assist al bacio del talento di proprietà del Napoli! Una rete impacchettata dai due esterni, che poco avevano brillato nelle ultime gare, ma che, con questo sigillo, mandano un bel segnale a Viali.

Dopo la conferma della validità del gol da parte del VAR – e annessa seconda esultanza da parte del pubblico di casa – va alla ricerca della reazione il Doria. Curto sgattaiola sulla corsia di destra, poi mette un pallone invitante in area di rigore, ma il colpo di testa di Venuti si spegne sul fondo. Ad ogni modo, negli istanti successivi sono i Granata ad avere un’enorme chance. Vergara, con caparbietà, va a pressare Veroli, postosi davanti con il corpo per fare sfilare la sfera sul fondo e guadagnare la rimessa, e riesce nel suo intento. Il numero 30 granata, dunque, si insinua in area di rigore, poi cerca Vido, ma Cragno, protetto inoltre da Altare, riesce a deviare in corner. Sciupa una grandissima occasione la Reggiana. E’ stato troppo altruista in questa dinamica l’esterno destro classe 2003, che avrebbe dovuto sfoderare una conclusione decisa verso la porta. Passano, nel frattempo, i secondi sul cronometro del direttore di gara: entriamo in un recupero di 3 minuti. Purtroppo, non termina nel migliore dei modi questa prima frazione di gioco, poiché il tecnico della Regia è costretto a sostituire Vido, dolorante da qualche minuto, con Gondo, quando siamo al 48′. Nient’altro di particolarmente degno di nota accade in questo finale di primo tempo: tutti negli spogliatoi con la squadra di casa che gestisce un sottile vantaggio.

La ripresa comincia con Semplici che escogita addirittura una triplice sostituzione: Bereszynski prende il posto di Depaoli, lo stesso fa Yepes con Meulensteen. Il nome che fa più clamore, però, è ovviamente quello di Massimo Coda, che ha già punito più volte la Reggiana; fuori Curto. Primo calcio al pallone di questi rimanenti 45 minuti dato dai Granata. Questi ultimi riescono, inoltre, a rendersi autori di una partenza arrembante: Reinhart innesca la rapidità di Vergara con una sventagliata splendida, ma l’autore dell’assist in occasione del gol del vantaggio conclude con il piede debole e il tiro si rivela troppo fiacco. Tutto molto facile per Cragno. Negli istanti successivi, tra l’altro, viene ammonito Gondo, in seguito ad una contesa aerea del pallone. Al 53′, la Sampdoria prova ad affondare il colpo che sarebbe decisivo per ristabilire il pari: Bereszynski mette un pallone invitante in area di rigore, trovando Niang, il quale azzarda la giocata acrobatica, sfiorando un gol che sarebbe stato incredibile. L’ex giocatore del Milan, ad ogni modo, finirà sulla lista dei cattivi poco più tardi, dopo un fallo ai danni di Meroni. Si fa nuovamente minacciosa la squadra di Semplici nei minuti seguenti, su calcio di punizione: Ricci scodella un pallone invitante in area di rigore; terminano a terra Altare e Sersanti, tra le proteste dei liguri. Per il direttore di gara, però, non ci sono gli estremi per assegnare il penalty e, dopo anche un check in sala VAR, la decisione è quella di non richiamare al monitor l’arbitro. All’ora di gioco, dopo aver subito un paio di pericolose iniziative avversarie, la Reggiana si riaffaccia dalle parti di Cragno. Fiamozzi, con un bel guizzo, si libera di Sibilli, poi suggerisce al centro per Gondo, il quale deve solo spingere in fondo al sacco! Raddoppiano i Granata! E anche qui bisogna davvero apprezzare l’assist, perché l’ex terzino destro dell’Empoli prima si è è preso gioco dell’avversario con uno splendido dribbling, poi ha messo una palla tesa perfetta per il centravanti ivoriano, evitando anche un’eventuale uscita bassa del portiere blucerchiato.

E proprio Fiamozzi – una piacevole sorpresa il suo rientro in campo, vista la brillantezza della sua prestazione – passa il testimone a Sosa. Spazio anche per Kumi, che rivede il campo dopo diverso tempo; si dirige in panchina Ignacchiti. Semplici si gioca la carte Beruatto, che prende il posto di Veunti. Prova a rientrare in carreggiata la compagine ospite al minuto 67: Ricci sfodera un tiro violento da fuori, ma questo viene respinto, con la sfera che però gli torna tra i piedi. Il numero 8 alza allora la testa e, con una palla illuminante, trova Sibilli, il quale suggerisce al centro per Niang, che deposita alle spalle di Bardi da due passi. Sale inizialmente la bandierina dell’assistente, ma, dopo un check del VAR, viene revocata la decisione presa sul momento dalla terna: il gol è valido. Errore di Vergara nel seguire la linea difensiva.

Negli istanti successivi, però, proprio l’autore del gol blucerchiato entra in ritardo su Meroni: il direttore di gara estrae il secondo cartellino giallo! Doria in 10! Si accende, tra l’altro, una mischia, che impiega diverso tempo ad estinguersi, con l’arbitro che ammonisce Sibilli ed espelle Marras, che probabilmente avrà detto qualcosa di troppo dalla panchina. Continua a premere, ad ogni modo, la Sampdoria: Ricci, con un passaggio visionario, serve Oudin, il quale aggancia e trafigge Bardi. Il doppio vantaggio granata si smaterializza con una folata di vento blucerchiata. Gravissimo errore di Sosa in marcatura in questa circostanza. Clamoroso blackout della banda di Viali.

Non demorde, tuttavia, la Reggiana, che si getta subito alla ricerca del nuovo vantaggio. Libutti mette il piede sull’acceleratore e riesce a sfondare sulla fascia sinistra, poi propone per Portanova in area di rigore, ma l’ex Genoa spedisce incredibilmente alto, non capitalizzando una grande opportunità. Ad un passo dal 3-2 la squadra di casa. Nei minuti successivi, tuttavia, la compagine guidata da Viali fatica ad intavolare anche una sola azione offensiva: i liguri sembrano avere più benzina. All’85’ Vergara commette un’ingenuità e, protestando animatamente con il guardalinee, finisce sulla lista dei cattivi. Intanto il tecnico dell’undici di casa manda in campo Girma; giunge al termine la partita dell’ex Genoa che ha firmato il primo gol di oggi. Semplici schiera Benedetti, che prende il posto di Sibilli. Prova subito ad accendersi l lo svizzero mandato in campo dall’ex tecnico del Cosenza in questo finale: servito da Kumi, abbozza un tiro tagliente da fuori, ma Cragno si distende e dice di no. Negli attimi seguenti, il nominato in precedenza Benedetti serve Coda sul lato sinistro dell’area di rigore: l’ex Cremonese prende la mira e calcia a rientrare sul palo lontano, tuttavia Bardi mantiene a galla i suoi compagni con una parata sensazionale. Dalla bandierina, dopo una deviazione, la sfera giunge dalle parti del bomber blucerchiato che aveva sfiorato il gol un attimo prima: stavolta la sua conclusione si dissolve a lato, non particolarmente distante dall’incrocio dei pali. Passa il tempo ed ecco che arriva la segnalazione del recupero: 5 minuti ci separano dal verdetto del rettangolo verde. Dopo essersi fatta cancellare il sogno dei tre punti in modo davvero sciocco, la Regia tenta almeno di chiudere in attacco, ma le azioni offensive proposte non sono congegnate nel migliore dei modi. Il Doria ovviamente ne approfitta e fa scorrere i secondi. Triplice fischio al Giglio: i Granata non vanno oltre al pareggio contro la Samp. Ennesimo scontro salvezza fallito miseramente.

Considerazioni sparse

Prima di parlare della partita, ritengo giusto fare un discorso sulla situazione societaria della Reggiana, anche perché si collega con quanto accaduto in questa gara. Credo che non sentirsi rappresentato dal proprio club sia la cosa peggiore per un tifoso. Negli ultimi mesi, la società ha compiuto diverse azioni che hanno portato il pubblico granata a perdere la pazienza. Tralasciando il solito discorso del mercato, perché tanto ormai ci abbiamo perso le speranze, non è possibile che i dirigenti si scocchino le frecciatine pubblicamente anziché collaborare – mi riferisco al tema del settore giovanile, vicenda che ha coinvolto Salerno e Fico -. Per non parlare dell’allenatore… Non ho mai parlato di esonero perché non è una cosa corretta, in quanto ci sono dei professionisti a valutare ciò, però è evidente come Viali non sappia trasmettere carattere alla sua squadra. L’ultima vittoria è datata 26 gennaio. L’unico successo in un derby è stato con il Mantova, a dicembre. Quasi tutti gli scontri salvezza sono stati falliti. Oltretutto, la situazione economica è davvero preoccupante, poiché non si riesce a trovare qualcuno che possa ereditare le quote di Amadei. E – ciliegina sulla torta -, dopo la decisione di non concedere la Tribuna Sud ai tifosi granata nella partita contro il Sassuolo, ci tocca pure leggere che la società si augura che i suoi sostenitori mantengano un comportamento rispettoso, all’insegna della sportività. L’unica cosa che dovete chiedere a chi paga i biglietti per venire a vedervi sono le scuse, perché c’è gente che ha fatto 4000 chilometri in una settimana per venire in Calabria due volte nel giro di pochissimi giorni, per vedere una formazione giocare svogliata contro l’ultima in classifica, perdendo 1-0. Non ci si può sentire rappresentati da una società che lavora in questo modo, che non alza mai la voce e che dimostra così poco attaccamento alla maglia. Il vostro dovere è regalare un futuro roseo alla Reggiana e alla sua gente, che ci sarà sempre, indipendentemente dalla categoria.

Parlando in modo più specifico della partita, credo che non ci sia molto da aggiungere a quanto raccontato in precedenza. Il primo tempo non mi è dispiaciuto affatto: la Reggiana ha creato tanto e ha segnato un bel gol. Giusta ricompensa per la grande intraprendenza dei ragazzi di Viali. Sicuramente la Sampdoria in contropiede faceva male, tuttavia la difesa – e Bardi, come sempre – sono riusciti a cavarsela in qualche modo. Nella ripresa, infatti, gli ospiti hanno avuto un paio di occasioni, senza però riuscire a segnare. Io non capisco, tuttavia, il senso di sostituire Fiamozzi, che stava facendo una partita perfetta e che aveva appena realizzato un assist per il 2-0 di Gondo, per mettere in campo Sosa, che è in grande difficoltà e lo ha dimostrato a Cosenza, ma non solo. Inoltre, le due reti incassate derivano da due grandi leggerezze. La prima ha come protagonista Vergara, che ha sbagliato il fuorigioco, mentre la seconda è un errore clamoroso del nominato un attimo fa Sosa, che si è perso completamente Oudin. Tra l’altro, dopo il 2-1, era stato espulso Niang. Fare girare il pallone sarebbe sicuramente stato importante, vista appunto la superiorità numerica. Purtroppo, però, la squadra di Viali ha perso la testa e ha sperperato un vantaggio di due reti, buttando al vento due punti.

Le pagelle

Bardi 6,5: Fondamentale nel finale sul destro a giro di Coda, ma quello è solo uno dei tanti prodigiosi interventi da lui compiuti. Insomma, come sempre, senza di lui il verdetto sarebbe stato un altro.

Fiamozzi 7: Copre molto bene e si propone spesso in avanti, tanto da realizzare un assist davvero splendido per Gondo.

Meroni 6: Solita fase difensiva priva di sbavature. Quando entra Coda, la difesa fatica molto di più, ma non si può ritenere negativa la prova dell’ex Cosenza.

Lucchesi 6: Buona prestazione, che lo vede garantire una buona solidità difensiva e non commettere gravi errori.

Libutti 6: Depaoli è un cliente scomodo – Oudin pure -, ma tutto sommato riesce a cavarsela. Serve a Portanova la palla del possibile nuovo vantaggio granata, ma quest’ultimo non la sfrutta.

Sersanti 6: Prova un po’ più incolore del solito. Si vedono meno spesso i suoi strappi palla al piede, ma smista bene la sfera.

Reinhart 6: Pesca Vergara con un lancio profondo illuminante, ma il compagno non riesce a punire il Doria. Dirige come sempre con ottima qualità.

Ignacchiti 5,5: Partita un po’ incolore. Le qualità ci sono ma la personalità un po’ meno.

Vergara 6,5: Non ha bisogno di commenti l’assist per Portanova in occasione del gol del vantaggio. Più tardi, però, cestina il 2-0 con un tiro-cross respinto dal portiere avversario. Rimedia, inoltre, un giallo davvero stupido.

Portanova 6,5: Finalmente si torna ad intravedere un po’ il Portanova di qualche tempo fa. Non riesce a graffiare più di tanto con le sue incursioni palla al piede, però firma un gol davvero importante.

Vido 6: Abbandona il campo per infortunio prima dell’intervallo. Fa registrare un tiro deviato, bloccato da Cragno.

La panchina:

Gondo 6,5: Segna un bel gol, anche se deve sicuramente ringraziare Fiamozzi, e dà un buon contributo alla squadra.

Sosa 4,5: Opta nuovamente per la marcatura wireless, perdendosi Oudin sul secondo gol blucerchiato.

Kumi 6: Buon impatto sulla partita, gioca bene la palla e aggiunge un po’ di vivacità al gioco.

Girma s.v.

Viali 4: Le parole sono finite. Non può una squadra farsi rimontare così. Il primo tempo, come detto, non è affatto male, ma nella ripresa la sua squadra si adagia dopo aver raddoppiato. Da agosto ad adesso i suoi ragazzi hanno dimostrato davvero poche volte di avere personalità e anche oggi hanno fallito uno scontro salvezza cruciale contro una formazione che ha segnato due volte nel giro di nemmeno 10 minuti.

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