Aprile 3, 2025

Il terzo tempo

"When the seagulls follow the trawler, it is because they think sardines will be thrown into the sea"

L’umiliante 5-1 inflitto dal Sassuolo costa la panchina a Viali

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La Reggiana crolla contro uno straripante Sassuolo. Il vantaggio di Vergara, arrivato al minuto 3, resiste per poco più di una decina di minuti. Mulattieri, infatti, pareggia i conti al 15′ e i Neroverdi si portano pure avanti pochissimo tempo dopo, con un’autorete di Reinhart. Un esaltato Laurienté trova la gioia personale più tardi e Boloca serve il poker prima di andare a riposo. Nel finale di partita, Verdi trasforma un calcio di rigore e il punteggio finale è un umiliante 5-1. La sconfitta costa a Viali l’incarico. Il suo successore sarà Dionigi.

“Vogliamo far gioire i nostri tifosi” – Le parole di Viali in sala stampa

In una lunga conferenza, Viali ha toccato tanti temi, tuttavia ciò che più ha colpito è stato sicuramente il suo mea culpa, visto il momento davvero complicato della squadra. L’allenatore della Reggiana, infatti, ha detto che lui e i suoi ragazzi sono in cerca di una scossa e che, dato anche quanto accaduto in questi giorni, vogliono far gioire i supporters granata, i quali non assistono ad un trionfo della loro squadra da gennaio. Passando all’infermeria, purtroppo non potrà prendere parte alla partita Sampirisi, alle prese con un guaio fisico che lo terrà al box per circa due settimane, dunque passerà con ogni probabilità il testimone a Fiamozzi. Successivamente, si è ovviamente parlato della vicenda inerente alla gestione delle curve, che non ha sicuramente bisogno di commenti. L’ex tecnico del Cosenza, ad ogni modo, ha affermato:”Io voglio che la squadra si faccia condizionare in positivo. Sono situazioni veramente particolari. Noi siamo gente di campo: io vorrei sempre lo stadio pieno”. Fortunatamente, però, c’è spazio anche per una nota positiva, ovvero il rientro di Rozzio, che non ha ancora i 90 minuti nelle gambe, ma che potrà tornare a pestare l’erba del Giglio. “Credo sia il momento ideale perché Paolo ritorni in gruppo”, ha spiegato Viali.

A caccia di punti contro la prima in classifica – La presentazione dell’incontro

La Reggiana è chiamata a dare una scossa ad una stagione che finora ha regalato sicuramente più delusioni che emozioni e sfida il Sassuolo, primo della classe e di fatto già proiettato verso la Serie A – manca poco alla certezza aritmetica -. Una delle peculiarità di questa squadra è l’abbondante organico, impreziosito, tra l’altro, da calciatori del calibro di Berardi, Laurienté e non solo, che hanno poco a che vedere con la cadetteria visto quanto dimostrato già nella massima categoria. Ad ogni modo, si tratta di un organico interessante anche perché è un bel mix tra giocatori giovani e più esperti. Prendendo in esamina l’ultima gara, nel 4-2-3-1 dell’ex tecnico del Lione hanno trovato spazio il 2000 Lovato e il 2002 Doig per quanto riguarda la retroguardia, mentre in attacco si sono guadagnati la titolarità Volpato – 2003 scuola Roma che promette particolarmente bene – e il 2000 Mulattieri. Parliamo, inoltre, di una compagine che ha raccolto 69 punti e che vanta un ampio margine sulla seconda della classe, ma non è finita qua: quello neroverde è l’attacco più prolifico del torneo, mentre solamente la retroguardia dello Spezia ha incassato meno reti. Dati, dunque, davvero incredibili. Tra l’altro, proprio lo Spezia è stata l’ultima squadra che è riuscita a sconfiggere il Sassuolo. E bisogna andare indietro di parecchio tempo, poiché la caduta dell’undici neroverde risale al 24 gennaio. Un percorso, dunque, che è stato da quel momento in avanti esattamente opposto rispetto a quello della Reggiana. L’ultimo trionfo dei Granata, infatti, è del 26 gennaio: da lì in poi solamente pareggi e sconfitte. Per la banda di Viali, dunque, sarà una sfida davvero ostica, tuttavia dal sapore particolare. La mancata concessione della Tribuna Sud ai sostenitori dell’undici della Regia ha infatti portato a delle particolari conseguenze: i gruppi del tifo organizzato di entrambe le formazioni non entreranno allo stadio. In mezzo a questa vicenda, ad ogni modo, è opportuno sottolineare due aspetti. Il primo è quello del comunicato ufficiale rilasciato dai sostenitori di fede neroverde, i quali hanno, seppur indirettamente, manifestato la loro vicinanza ai loro “coinquilini” – le due tifoserie hanno assistito al primo tempo fuori dallo stadio una accanto all’altra, senza che accadessero disordini e, anzi, mostrando grande rispetto -. La seconda, invece, è una nota estremamente negativa che riguarda il Sassuolo. Per riempire lo stadio, infatti, sono stati offerti a bambini di società reggiane affiliate al club neroverde i biglietti per assistere al match. Tuttavia, la richiesta per loro era semplice: non portare alcun vessillo granata, nemmeno una sciarpa. Ciò è ovviamente un esempio estremamente negativo, in quanto non rispecchia i valori dello sport e manda un messaggio sbagliato, ovvero quello che alla fine ha sempre la meglio il più forte. Ad ogni modo, tante responsabilità in questa vicenda sono di Carnevali, figura dal carattere tutt’altro che ammirevole, il quale ha preferito l’arroganza al buon senso. Quello che ha ottenuto è stato il disprezzo di migliaia di persone ed un danno economico da migliaia di euro.

Le formazioni

Sassuolo: E’ un 4-2-3-1 l’abito tattico indossato dai ragazzi di Grosso. Tra i pali Moldovan, protetto da una difesa che vede due volti che i supporters della Regia conoscono bene: quello del difensore centrale Romagna e quello del terzino sinistro Pieragnolo. Ad ogni modo, il laterale destro è Toljan, mentre accanto all’ex difensore del Cagliari agisce Lovato. A centrocampo giocano Boloca e Ghion, mentre alle spalle di Mulattieri trova spazio un tridente costituito da Berardi, Volpato e Laurienté.

Reggiana: Nel 4-3-3 di Viali, come anticipato, pesa l’assenza di Sampirisi, sostituito da Fiamozzi, reduce da un assist contro la Sampdoria. A sinistra gioca Libutti e Meroni viene affiancato da Lucchesi. L’impostazione del gioco è affidata, come sempre, a Reinhart, supportato da Sersanti ed Ignacchiti. In attacco Gondo eredita il posto dell’indisponibile Vido. Sulla fascia destra sfreccia Vergara, mentre dalla parte opposta gioca Portanova.

La partita

L’incontro comincia con il primo calcio al pallone che viene dato dai giocatori del Sassuolo, in un clima davvero surreale: gradinate vuote per le ragioni citate in precedenza. Bisogna attendere poco più di 120 secondi per assistere alla prima incursione di una delle due compagini e, a sorpresa, è della Reggiana. I Granata recuperano infatti la sfera con Ignacchiti, il quale allarga poi per Portanova. Quest’ultimo riesce a ritagliarsi lo spazio per scoccare la conclusione, ma centra la sagoma di Toljan. Ad ogni modo, il pallone giunge dalle parti di Vergara, che lo addomestica, per poi esplodere il tiro rasoterra sul primo palo, che non lascia scampo a Moldovan! 1-0 per la compagine di Viali, ma c’è ancora un’Odissea da vivere.

Tenta di reagire immediatamente la squadra di Grosso, con Laurienté che tenta di sorprendere Bardi con un mancino prossimo al suolo, ma non fatica a disinnescare l’ex portiere del Frosinone. Prosegue la ricerca della rete del pari da parte dei Neroverdi ed è nuovamente protagonista l’appena nominato Laurienté, il quale viene servito da Volpato con un’imbucata illuminante. Il talento scuola Roma riceve poi il passaggio di ritorno, sfoderando una conclusione d’esterno sinistro. Meroni, ad ogni modo, è sulla traiettoria e respinge di petto. L’assolo neroverde prosegue con un altro guizzo di Volpato, il quale trova Berardi con un passaggio intelligente; la bandiera del Sassuolo prova a sorprendere Bardi, ma anche stavolta la conclusione è tutt’altro che alta e l’estremo difensore dice di no senza problemi. Negli istanti successivi, ad ogni modo, riesce ad intavolare un’azione offensiva anche la banda di Viali. Portanova, dopo una prolungata percussione, offre sulla destra a Fiamozzi, che suggerisce al centro per Gondo, il cui tiro si spegne sul fondo. Pochi secondi più tardi, però, ecco che il Sassuolo si esalta. Laurienté orchestra una promettente azione offensiva, ramificandola con un passaggio per Berardi. La conclusione di quest’ultimo viene sporcata da Meroni e il pallone diventa buono per Mulattieri, il quale, da due passi, firma la rete che sancisce il ritorno all’equilibrio. 1-1 al Giglio, cancellato così il sigillo di Vergara.

Prosegue l’assedio del Sassuolo con un’incursione di un incontenibile Laurienté, che poi prova ad andare al tiro, ma trova la deviazione in corner di Meroni. Dipinge il traversone Berardi, il quale trova sul secondo palo Volpato, che trasmette per il citato un attimo fa Laurienté, che tenta un tiro-cross. Reinhart tocca la sfera e, involontariamente, la spedisce in fondo al sacco, siglando un’autorete che vale il rovesciamento del risultato. Rimonta completata dai ragazzi di Grosso.

L’undici della provincia di Modena, ad ogni modo, non si ferma e, anzi, si getta nuovamente all’attacco. Mulattieri, pescato in area di rigore, apparecchia la tavola per la conclusione di Berardi, ma il suo mancino si stampa sulla figura di Portanova. Negli istanti successivi, il regista argentino granata, dopo l’autorete, vede anche il suo nome comparire sulla lista dei cattivi, dopo un intervento ai danni di Volpato, che stava sgusciando tra le maglie granata un’altra volta. La punizione viene affidata al raffinato piede di Berardi, ma il pallone termina sul fondo dopo aver sorvolato la traversa. Verso la mezz’ora, la Regia prova ad affacciarsi dalle parti di Moldovan, conquistando un corner, ma sperperandolo, in quanto la battuta è troppo sul portiere. Al minuto 35, la squadra di Viali ha una chance su calcio di punizione, ma non riesce a sfruttarla, poiché Libutti perde un pallone deleterio, con un passaggio orizzontale ben letto da Berardi. Il numero 10 offre poi a Volpato, il quale serve Laurienté, che, con un mancino che passa tra le gambe di Bardi, infila il terzo gol del Sassuolo.

E non è finita qua, perché la banda di Grosso cala persino il poker pochissimi giri di lancette in seguito: Toljan imbecca la testa di Boloca in area di rigore e la sfera finisce alle spalle dell’estremo difensore granata. Blackout per l’undici della Città del Tricolore.

Al 41′ finisce sulla lista dei cattivi pure Vergara, per un fallo ai danni di Pieragnolo, intento a mettersi in mostra con un’azione individuale intrigante. L’arbitro, inoltre, è chiamato ad estrarre nuovamente il cartellino nei minuti successivi e anche qui il talento di proprietà del Napoli è protagonista, ma in modo diverso, poiché riesce a fare ammonire Ghion nel tentativo di saltarlo in dribbling. Entriamo nel recupero – 1 minuto – e il Sassuolo prova persino a chiudere in attacco con un corner. La battuta è bassa, ma Reinhart scarabocchia e concede un nuovo angolo. Stavolta il traversone lo progetta Volpato, ma il pallone termina sul fondo. Il primo tempo si chiude con l’umiliante punteggio di 4-1. Non sono necessari commenti.

Via alla ripresa con due novità di formazione sponda Reggiana: Viali si affida alla velocità di Urso – dunque Libutti si posiziona sulla fascia destra – e alla fisicità di Girma; fuori Fiamozzi e Reinhart. Tenta di partire in modo arrembante in questo secondo tempo la compagine granata e lo fa proprio grazie ad uno dei due ragazzi mandati in campo da Viali, ovvero il trequartista svizzero. E’ suo, infatti, il traversone interessante per Portanova; ad ogni modo la sfera sfila dalle parti di Gondo, il quale tenta di girarsi per poi sorprendere Moldovan, ma la sfera termina la sua corsa a lato e non di poco. La prima palla gol della ripresa, tuttavia, è a favore del Sassuolo. Pieragnolo mette il piede sull’acceleratore sul binario di sinistra e tenta di proporre al centro. La sfera, dopo una serie di deviazioni, attraversa tutta l’area di rigore senza che nessun calciatore in maglia neroverde riesca a spingere in fondo alla rete. Pochi giri di lancette in seguito, però, la Regia riesce a farsi pericolosa con Vergara, che guida l’azione offensiva, con la sfera che termina poi tra i piedi di Portanova. L’ex Genoa prende la mira e tenta la rasoiata, ma Moldovan si distende e non si fa superare. Il gioiellino di proprietà del Napoli, tra l’altro, riesce a fare ammonire un altro calciatore del Sassuolo poco dopo, ovvero Pieragnolo. Grosso, intanto, apporta una triplice sostituzione, pensando probabilmente già ai prossimi impegni. Entrano in campo Obiang, Moro e Lipani; fuori Volpato – giocatore oggettivamente da Serie A e oggi l’ha ribadito -, Ghion e Mulattieri. Prova disperatamente a rendere il passivo meno amaro Viali quando siamo al minuto 68: Portanova passa il testimone a Maggio, lo stesso fa Sersanti con Kabashi. Nei minuti successivi, la partita rende realtà un copione tutt’altro che avvincente, con il Sassuolo che, giustamente, preserva le energie e, almeno per ora, non si protrae in avanti, e la Reggiana che si accontenta di fare girare la sfera. Al minuto 74, Grosso si gioca anche la carta Verdi, sostituendo il giocatore più rappresentativo del Sassuolo, ovvero Berardi, meritatamente applaudito. Continua a non regalare emozioni nei giri di lancette successivi la partita, dunque Viali si concede di mandare in campo Paolo Rozzio, che, in una situazione normale, si sarebbe goduto l’applauso della sua gente, visto anche il rientro dopo il lungo infortunio. Abbandona il terreno di gioco Meroni. Negli istanti seguenti, c’è un altro avvicendamento sponda Sassuolo: Pieragnolo passa il testimone a Paz. La partita che si è ormai tramutata in un allenamento a ritmi bassi torna ad accendersi al minuto 81, quando Girma, su invito di Vergara, abbozza la conclusione, ma trova la risposta in angolo di Moldovan. La traiettoria è proposta da Urso, che trova Lucchesi, ma l’ex Ternana non riesce a centrare la porta al volo e l’azione evapora. Piove sul bagnato, ad ogni modo, in casa Reggiana, poiché il giocatore offensivo svizzero entra in maniera ingenua su Obiang, commettendo fallo. Al minuto 83 i Neroverdi hanno dunque un’altra chance su calcio da fermo. Scodella il pallone Verdi, con Lovato che riesce a fare una bella torre per Lipani, il quale fa partire il tiro. Bardi risponde, ma la sfera rimane lì, con Lucchesi che abbatte Moro: calcio di rigore. Dal dischetto va il nominato poco fa Verdi, che spiazza il portiere con un rigore calciato magistralmente.

Per poco il risultato non si fa ancora più duro da digerire negli istanti seguenti: l’autore del quinto sigillo neroverde trova con una gran palla – complice una disattenzione di Urso – Lipani, che però non riesce a superare Bardi. Nient’altro di degno di nota accade in questo finale di partita. I 90 minuti vanno in archivio senza recupero.

Considerazioni sparse

Sulla partita, purtroppo, si può dire ben poco, in quanto ha già parlato fin troppo il campo. E’ stato un peccato, ovviamente, perché non capita tutte le domeniche di andare in vantaggio dopo appena 3 minuti. Purtroppo, però, dal 15′ fino alla fine del primo tempo la Reggiana ha avuto un blackout spaventoso. Nella ripresa, invece, non è accaduto niente di avvincente, in quanto il Sassuolo non ha mai aumentato i ritmi, mentre i Granata hanno tenuto il pallone, ma senza rendersi pericolosi (non proporremo, infatti, le nostre classiche ‘pagelle’, in quanto questa è una sconfitta del gruppo a 360° e ha poco senso scendere nei singoli). Ad ogni modo, questa partita è costata – notizia delle ultime ore – la panchina a Mister Viali. Il mio punto di visto era lo stesso già da un po’ di tempo, ovvero che il tecnico non fosse in grado di riuscire a dare una scossa ad una stagione che finora ha regalato troppe poche gioie. Allo stesso tempo, non ho mai parlato esplicitamente di esonero per rispetto verso quello che è pur sempre un professionista, ma che soprattutto è una grande persona. Ha invitato alla calma dopo i 7 punti nelle prime 3 giornate di campionato e si è sempre assunto le proprie responsabilità nei momenti in cui andava fatto, dimostrando una grande umiltà. Dunque, ha sbagliato sì tanto, ma l’impegno che ha profuso va sicuramente apprezzato. Un ringraziamento è d’obbligo, per il modo con cui si è sempre posto con l’ambiente.

Ad ogni modo, giudicando quanto visto negli ultimi anni, la filosofia della società mi è sempre sembrata quella di puntare tanto su un allenatore, da tenere fino a fine stagione indipendentemente dai risultati, salvo casi estremi, come questo. Il problema è che mancano davvero poche partite al termine del torneo e bisognerà vedere se chi erediterà la panchina riuscirà a plasmare la squadra in tempo. Quella di allontanare un mister è sicuramente una scelta drastica e complicata da prendere, ma qui, a mio avviso, ci si sarebbe dovuti muovere prima. L’ultima vittoria risale a gennaio: da lì in poi i risultati, ma anche proprio le prestazioni, sono state quasi tutte decisamente sottotono. Pertanto, con massimo rispetto verso Viali, ritengo che fosse chiaro da tanto tempo come lui non riuscisse più a tirare fuori qualcosa dai suoi giocatori – ma nonostante ciò non si è mai dimesso -, dunque questa mossa sarebbe dovuta avvenire prima.

Il candidato per l’ereditarietà della panchina è Dionigi. Parliamo, innanzitutto, di un allenatore nato a Reggio Emilia, quindi si spera che abbia un grande attaccamento alla maglia e alle sue origini. Senza partire prevenuto, però, devo dire che è una figura che non mi esalta particolarmente. I precedenti in Serie B, infatti, non parlano particolarmente bene di lui. Nella stagione 2012-2013, alla Reggina, ha raccolto 34 punti in 31 gare, non raggiungendo la salvezza. Ha fatto meglio ad Ascoli nella stagione 2019-2020, dove ha vinto 4 delle 9 partite in cui ha dovuto guidare la squadra, rimanendo distante dalla zona retrocessione. Le ultime due avventure, però, non si possono di certo definire positive, in quanto a Brescia è stato esonerato dopo 10 partite, la cui metà sono terminate con una sconfitta. A Cosenza, invece, ha perso 6 delle 11 sfide in cui è stato al timone della squadra, venendo esonerato. Insomma, la scelta societaria potrebbe essere azzeccata come potrebbe essere deleteria.

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